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'o scarfalietto


ma, per andare in galleria bisogna passare per avanti a mia moglie, e io non voglio.

Antonio — Ma non fa niente, grazie, ditemi, di che si tratta?

Felice — Signor Avvocato, voi mi dovete aiutare, voi dovete essere il mio salvatore, Sig. Avvocato io sto nelle vostre braccia.

Antonio — Ma se non mi dite?

Felice — Io mi voglio spartere da mia moglie.

Antonio — Una separazione.

Felice (lazzi) — Ma senza perdere tempo. Voglio spendere qualunque somma, doppo che se ne devono andare 40, 50 lire, non me n’importa.

Antonio — Ma 40, 50 lire non bastano (ridendo).

Felice — Quelle che sò… 55, 56, 57… io sono ricco e non bado al danaro. Signor Avvocato da un anno che mi sono ammogliato, ò perduta la pace, non sto una giornata quieto, insomma, domando la separazione… e tengo mille ragioni per averla.

Antonio — Benissimo. Ditemi quali sono queste ragioni.

Felice — Ecco qua, mo ve dico io la vita che passo. La mattina verso le 7, mentre sto dormenno saporitamente, sono svegliato da na grancassa, da nu tammurro e piattine, tre sfelenze vengono a fare i giochi sotto la mia finestra.

Antonio — Ma scusate, qui non c’entra vostra moglie.

Felice — C’entra, c’entra, pecchè essa ’e paghe p’’e fa venì.

Antonio — Possibile!?

Felice — Possibilissimo. Seh, e chesto ched’è? Io tengo ’o cazunetto… mo v’o faccio vedè.

Antonio (ridendo) — Il calzonetto?

Felice — Già… n’ata cosa che m’à fatto; ma questo è niente. Verso le 11, voglio fa colezione, essa dice che nun tene appetito, vo fa colezione a mezzogiorno, e quindi a mezzogiorno s’à da cucenà n’ata vota. Quanno io voglio mangià ragù, essa vo mangià menesta, quanno io voglio mangià menesta, essa vo ragù. Ma questo non lo fa perchè vuol mangiare ragù, ma lo fa per… come si dice… per…

Antonio — Per ostacolarvi.

Felice — Bravo. Per olastocarmi.

Antonio — Ostacolarvi.

Felice — Ostalocarmi.

Antonio (ridendo) — No, no, no…