Paggena:'O Scarfalietto - Eduardo Scarpetta.djvu/64

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atto terzo


Anselmo — Tene core, non può fare altro che darle rangiata.

Felice — No limonata.

Anselmo — Darle ragione!… Qui… qui… qui

Felice — Cacciate e capuzzelle.

Anselmo — Quindi, io conchiudo Sig. Presidente, voi che rappresentate la cestunia

Felice — Mo aje ditto buono.

Anselmo — La… giustizia, se le dovete dare na pera… na pena, o chella ’e mammeta o chella ’e sorete… o che l'amalgama, e che l'assolva! (siede).

Antonio — Sig. Presidente, vi prego d’ascoltare gli altri testimoni…

Raffaele (legge la lista) — Michele Pascone. Avanti.

(Michele s'avvicina). Giurate di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità.

Michele — Lo giuro.

Raffaele — Tu sei il servo di D. Felice Sciosciammocca?

Michele — Eccellenza si…

Raffaele — Che sai tu dei tuoi padroni?

Michele — Saccio che s’appiccecavano sempe.

Raffaele — E lo scaldaletto chi l'à posto nel letto, il marito, o la moglie.

Michele — ’A mugliera!

Amalia — Non è vero, Sig. Presidente!

Felice — Pss… Lasciate parlare il testimone…

Antonio — Lasciatelo finire.

Dorotea (a Gaetano) — Galantò, nuje po facimmo e cunte nuoste.

Gaetano — Perdonami. (tutti parlano e fanno confusione. Raffaele agitando sempre il campanello impone silenzio).


SCENA ULTIMA.

Usciere e detti.


Usciere — (gridando) Eccellenza, eccellenza.

Raffaele — Giacomì che d’è? (con interesse).

Usciere — È figliata ’a mugliera vosta!

Raffaele — A fatto ’o mascolo? (alzandosi).

Usciere — Nonsignore!

Raffaele — A femmena?

Usciere — Doie femmene!

Raffaele — 7 e 2 nove! Signori miei permettete, lassateme correre ’a casa, resta sospesa per un ora l’udienza. (p.a.)