Paggena:Altavilla - Na cena a la cantina siciliana.djvu/35

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Fili. D. Giacinto: amate voi la mia persona?

Giac. Il sacrificio di pocanzi ve ne ha potuto accertare.

Fili. Ebbene, fatene un altro ali’ amicizia; non parlate più di ciò, io conosco il mio temperamento caldo; sarei capace di dare in qualche eccesso- contro quella vecchiaccia.

Giac. La vostra persona ha un impero su di me, per cui...

Panu. (a Giac.) Se vi servisse anche il mio braccio..:.

Fili. Ma corpo di Pluto! voi siete un originale!

Panu. (lo bacia) Parleremo.

Fili. Andate dentro, la conversazione vi desidera.

Panu. No, amo di stare con voi.

Fili. Debbo conferire cosa all’ amico.

Panu. ISouvi disturbo, parlate a vostro piacere! (finge di allontanarsi)

Fili. D. Giacinto, (parlandogli in disparte) io mi trovo nella circostanza di non aver contanti,per cui vorrei pegnorare quest’orologio per 20 piastre, (mostrandolo)

Pan. (di furto I’ osserva) (Cancaro! che bell’ or rologio d’ oro, nc’ è pure la cateniglia.)

Fili. Conoscete voi qualche persona che...

Giac. La combinazione mi offre il mezzo per rendervi appagato: ecco, ho riscosso momenti sono il mio soldo; servitevi, (gli presenta una borsa) Qui vi sono 30 piastre.

Fili. Volete eccedere in complimenti; si ^profitto della garbata esibizione; prendo ciò che mi occorre e vi restituisco il restantq. (esegue)

Giac. Vi occorre altro?

Fili. Troppe grazie: prendete l’oriuolo.

Giac. Mi meraviglio. (rifiutandolo)

Fili. Allora vi ringrazio: voglio che abbiate un ricordo.

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