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NAPOLETANO


volgo dell’età d’Augusto, e farlo parlare, noi resteremmo ben sorpresi di sentirlo parlare assai più Italiano, che non immaginiamo.

L’origine dunque nel dialetto tiene, così come quella di tutte le moderne lingue, la sua fonte ascosa tralle tenebre di quella rimota antichità.

Accorderemo facilmente però, che da Silla ultimo soggiogatore di quelle regioni fino a Teodorico per sei secoli intieri, non essendovi stato nuovo arrivo di estranie genti, ma un perpetuo dominio della stessa nazione, saranno andate indebolendosi sempre, e disperdendosi le varietà de’ linguaggi, accostandosi tutti a quel Latino, che la nazion signoreggiante si facea pregio di unicamente scrivere, e ben parlare. Teodorico colla sua picciola armata de’ Goti potè piuttosto signoreggiar l’Italia, che non mutarne la lingua, e i costumi, e come la dominazione de’ Tedeschi tra noi dal 1707. fino al 1734. nè di veruna parola Tedesca arricchì il nostro linguaggio, nè in altra lo variò, così neppure avran potuto i Goti da Teodorico fino a Teja far sensibile mutazione nel linguaggio delle nostre regioni. Maggiore ne fecero certamente i Longobardi da Alboino in poi, sì perchè il loro dominio fu lungo di molto, sì perchè naturalizzaronsi in certo modo con noi, e divennero nostri intieramente.

Ma la mutazione, che questi popoli produssero alla nostra Latina lingua non fu già principalmente quella di trasmischiarvi voci della loro, ma consistette quasi tutta nello storpiamento, e corruzion, che per ignoranza, e per

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