Paggena:Storia vecchia - Assassina - Pergolesi - Carlo Netti 1914.djvu/309

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Note


(2) Le canterine dei teatri minori erano un gran pericolo per la pubblica morale. Uno dei pensieri del governo di Carlo III fu di renderle il meno possibile nocive. Gl’impresari dovevano presentare volta per volta la lista dei recitanti, per ottenerne l’approvazione. Certo, esse non contribuivano alla quiete delle famiglie. Le carte dell’Archivio di Stato ci conservano un non piccolo saggio degli scandali, degli intrighi, dei guai che facevano nascere.

(B. CROCE "Teatri di Napoli")

(3) "Il vero lusso si faceva ai grandi ricevimenti, quando v’intervenivano tre o quattrocento persone; allora si trovavano paggi e lacchi gallonati su tutte le cuciture; maestri di casa che parevano grandi dignitari; gelati, dolci e rinfreschi senza fine".

(F. Colonna di Stigliano "Napoli d’altri tempi")

(4) Lo scongiuro fu pel settecento una delle preoccupazioni maggiori; anche nelle persone più colte ed elevate. Quasi tutti si fornivano di piccoli amuleti, coi quali speravano di allontanare ogni malanno. L’Amenta passò fra "li iettature" per uno dei più pericolosi.

(5) La Signora Lucia Facchinelli, virtuosa fra le più acclamate.

(6) Le cantate, le comedie, gli oratori si recitavano continuamente in case private, nel Chiostro di S. Agnello Maggiore, al Collegio dei Nobili e nei conservatòri.

(7) La satira anonima fu un fenomeno, se non nuovo, certo spiccato del secolo decimottavo. Usi, costumi, avvenimenti politici e privati, pettegolezzi, traviamenti, tutto diveniva argomento di satire, che in generale erano sfogo di puntigli e di risentimenti personali e, qual-