Paggena:Teatro - Achille Torelli.djvu/61

Chesta paggena nun è stata leggiuta.
— 47 —

Into d’uomo. °‘(>^ secondo Ciccillo, aveva fatto perfllll’1 pace a Teresina.

siss’gnm’e- Sissignore! è vero! me l’avete fatto perdere!

.Vaici beata di polerlo dire a tutti c dicendolo come se /iinariiu» avesse a rifarla d’un tanto.

(,t J. io’/; Io non ci ho messo niente del mio!

__ Ben vi sta! Ben vi sta! Se mi steste veramente d’attor’

no, aggitlstcre’ c°se--’

’ _n E che potete far voi? — le domandò lui.

— Mot telemi alla prova!

— Sì, brava! ll10 elle ho promesso!

— (’lie cosa? Che cosa avete promesso?!...

-- Clic fra voi e me, d’ora in avanti, ei sarebbe come un muro, e che non vi avrei più manco per prossimo....

A questo Teresina ruppe di botto in pianto e si buttò di nuovo tra le braccia dell’amica, e questa, sdegnata per riflesso, prose a bistrattarlo senza risparmio; e per riflesso di riflesso» i’li rinfocolò contro l’ira dello zio, il quale non s’adirava tanto s<> era fatta una mala azione a lui. quanto se gli ’toccavajno quella nipote, che aveva cara più delle pupille.

— Cile croce! che essere, maledetto! — esclamò sospirando e sbuffando.

— Se muove un dito fa una rovina! — soggiunse lo scaccino arrischiandosi a dargli la sua botta dal momento che tutti gli davano la loro.

— Avreste voluto clic non avessi promesso?... Potessi sposarla!... Ma... — E fece e rifece segni di eroce sulla bocca per significare che non aveva di che mangiare. — Potessi passar tenente anch’io come Donato!

— Ma, per compassione, volete dirmi una volta che n’è di lui? — invocò Filomena, clic noni ne poteva più vedendosi sempre rimandata in ultimo.

— Ci vengo! — rispose Gennarino togliendo anche questo modo alla parlata del suo caporale senese; ma non ci venne affatto, perchè riprese! a dire dei casi proprii: — Il fatto che quello, Ciccillo, è picciotto ed io, per averlo disarmato e ferito, ho fatto far le croci ’a tutto il rione... Per tutto dove passo, mi mostrano a dito... E Tore ripete a tutti che io, nell’assalto, per fare una bravura maiuscola buttai in terra il coltello. E, mentre lui, nella taverna, metteva in campo questa bubbola e io mi sfiatavo a negarla, eccoti comparire quattro guardie col brigadiere alla testa, quel brigadiere eolia faccia tonda e gialla come una frittata. — Ciccillo, che è ammonito, sguizza come un pesce e sparisce dalla finestra; Menico si nasconde sotto il focolaio; Peppe se la batte per la cucina; e solo Tore non scappa; lui già non è mai scappato! — E mi guarda e mi dice:

«Ohe, giovanotto, tu hai fegato da vero! Non scappi?!» <— <;hc v’ho da dire? Io non lo so perchè non sia scappato.