Paggena:Teatro - Aniello Costagliola.djvu/122

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(Attraversano la piazzetta, soli, a coppie, a frotte, cianciando e gesticolando, popolani e feminucce, i quali si affrettano verso la destra, al richiamo della tromba. Si scorge l'ala estrema della folla, raccolta intorno al pubblico banditore).
(Ad un altro squillo di tromba, si rifà il silenzio).


La voce del banditore (lenta e monotona:) — « Bando et comandamento per ordine di Sua Eccellenza il vicerè don Rodrigo y Pons de Leon, duca d'Arcos. Philippus Dei gratia Rex. Per un altro nostro Banno fu ordinato che chi tenea robbe et mobili di qualsivoglia conditione, prese da diverse case, borghi et casali di questa Fedelissima Città, consistentino in gioie, in oro, argento di qualsivoglia maniera, drappi in oro, seta et altro, prese per ordine del quondam Tommaso Aniello d'Amalfi...


(Un mormorio in vario senso, ma accentuato nell'ostilità, corre la piazzetta).


Caporal Giuliano (aspro e ghignante:) — Capitan generale dei lazzaroni!
Spingardo. — 'O vicerré d''e ssarde!
Cruscone. — Scauzone, mariuolo e carogna!


(Un mormorio di disprezzo e di scherno si diffonde di qua dal finestrone).


La voce del banditore (eguale, senza interrompersi:) ..... o per altro ordine, le debbiamo rivelare, sotto pena della confiscatione et altre pene a nostro arbitrio. Et perchè molti pochi hanno rivelato appresso di chi fossero dette robbe, per questo, acciò si possa provvedere di giustizia, vogliamo che in termine di ventiquattro ore doppo la pubblicazione di questo Banno le debbiamo rivelare all'Eletto o al Presidente Genoino, delegato per Sua Eccellenza. Si dà indulto a tutti quelli, quali etiam saranno stati complici, se reveleranno in potere di chi si ritroveranno dette robbe. Dato oggi, a Napoli,