Paggena:Teatro - Aniello Costagliola.djvu/185

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ATTO TERZO.


L'ambiente è scuro, silenzioso, triste.
La lampada agonizza. Il letto è alquanto smosso.


SCENA PRIMA.


Carmela, Michele. Le voci dell'alba.


Carmela (distesa, supina, sul letto, i capelli discinti, le vesti disordinate, dorme. Nel sonno, respira affannosamente. A tratti, ha sussulti di paura).
Michele (raggomitolato sul pavimento, russa leggermente).
(Un lungo silenzio).


Michele (lentamente si muove, rivoltandosi in giro per terra. Sgranchisce le braccia e le gambe. Sbadiglia lungamente, come chi si desti dopo un sonno pesante. Si solleva a fatica. Seduto sul pavimento, si guarda su per gli abiti e d'intorno: ha un visibile senso di stupore nel costatare che è vestito e che ha dormito l'intera notte in quella positura. Ha il volto pallido, disfatto; gli occhi gonfî, ancora sonnolenti. Si raddrizza. Sbadiglia ancora una volta, levando in alto le braccia e stirandosi tutto. Cammina con passo pesante, in modo da far sentire lo stropiccìo delle scarpe sul pavimento. Come per antica abitudine, va al comodino, prende la pippa e, caricandola, si dirige verso il fondo e spalanca la finestra).
(È l'alba. La stanza si anima, invasa dalla luce mattinale).
Michele (respira a pieni polmoni. Accende la pipa, fuma).