Paggena:Teatro - Aniello Costagliola.djvu/35

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Erricuccio (come ad un urto violento, vacilla; per non cadere, si sorregge alla tavola. È assalito da un tremore indomabile. Ripete, come un ebete:) — Arrestato?!
Nanella (subito:) — Nun ha fatto niente, Erricù!
Majetta. — Niente... È stato nu scagno... Hanno ditto... Dice... Ma nun po essere... S'ha ngannata l'anema Benvenuto!
Erricuccio (subito, con un rantolo breve e mozzo, istintivamente:) — No! (Retrocede di qualche passo, strisciando su l'orto della tavola. È livido; le sue labbra si allargano e si stringono, con moto convulso. Dal capo ai piedi, egli è tutto un brivido. Le sue pupille si dilatano, nel terrore. Vorrebbe parlare, ma non può. E continua a balbettare, a tratti:) No!... No!... No!... (È giunto, così, ad uno degli angoli della tavola, verso il fondo, presso una sedia. Ora, tutti gli spiriti gli vengono meno. Egli si abbandona alla sedia, si nasconde il volto nelle mani, e piange dirottamente).
Nanella (atterrita, si leva, e corre accanto al giovine, invocando, in uno schianto:) — Erricù?!
Majetta (assalito da un atroce sospetto, sussulta, e corre anch'egli presso il giovine; ma si ferma alle spalle di lui, trepidante, in un'attesa angosciosa):


(Le tre azioni sieno rapidissime e simultanee).


Erricuccio (rannicchiandosi su la sedia, sperduto e annichilito, come un bambino, rantola perdutamente:) — Turillo, no!... Papà!... Nanè!... Nun mme lassate!... Nun me lassate!...(Non ha più forza di parlare: e si accusa col gesto, percotendosi il petto)
Nanella (con un urlo lacerante:) — Ah!... (Cade dinanzi a Erricuccio, e si abbatte con la testa e con le braccia su le ginocchia di lui:) — Madonna mia!... Madonna mia!...
Majetta (simultaneamente:) — Tu?! (Con moto rapido; corre all'uscio di strada, e lo chiude. Poi ritorna presso il figliuolo: lo scuote con ambo le mani,