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TERZOO ATTO

L'AMBIENTE:


Ancora nello studio di Peppino de Muro.

È la notte della “Vigilia„.

La malinconia della festa cristiana è nell’aria, nelle voci che arrivano di fuori, nell’atteggiamento delle persone.

Michele Gigante ravviva il braciere, Gianfranco siede sulla panca in fondo, tutto raccolto e silenzioso.

De Muro, seduto sul tavolo, che è in avanti, legge. Mancini e Schettini ascoltano, mangiano le castagne, e gettano le bucce lontano.

Mancano molti dipinti, molte stoffe, molti ninnoli. I cavalletti giacciono in un angolo. Intorno è, ora, un senso di vuoto.

Il lumicino ad olio illumina fiocamente le cose e le persone.

Sul tavolo poche castagne, qualche buccia, una bottiglia di vino, e i bicchieri.