Paggena:Teatro - Salvatore di Giacomo.djvu/13

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ATTO PRIMO

SCENA PRIMA

Al levarsi della tela è un gran movimento nella piazzetta. Davanti alla bottega di Vito Amante si affolla gente e si pigia per guardarvi. Gran mormorio d’interrogazioni, di risposte, di osservazioni, di apostrofi. Altra gente comincia ad apparire alle finestre. Il balcone sulla tintoria s’apre e una donna s’affaccia, sporgendosi dalla balaustra, guardando in sotto. Annetiello che è pur in mezzo alla folla davanti alla bottega del tintore, se ne allontana lentamente e viene avanti, un mazzo di carte fra mani, e va a sedere davanti alla bottega di don Marco, cavalcioni a una panca. Rafele attinge acqua alla fontanina e riempisce un orciuolo, di tanto in tanto parlando con qualcuna che s’affaccia di sotto alla persiana verde del palazzetto a sinistra dello spettatore. Come la tela si leva Nunziata, che si trae dietro la ragazzetta Teresina, le parla in fretta sul davanti della scena. La gente continua a sopraggiungere dai vicoli, e a chiosare, e a fermarsi.

Nunziata

(a Teresina)

Va, curre! ’È capito? Addu’ don Liborio ’o farmacista, ’a vutata d’ ’o vico! Duie solde ’e mistura d’ ’e quatte sceruppe...